Il progetto nasce dall’iniziativa di un gruppo interdisciplinare composto da cinque professionisti: Elisa Caponetti, Myriam Santilli, Emanuele Ricifari (Polizia di Stato), Tommaso Fornaciari (Polizia di Stato) e Alberto Liguori, Procuratore della Repubblica di Civitavecchia.
Il contesto normativo: la riforma Cartabia
Con la riforma Cartabia, l’introduzione dell’obbligo di registrazione audio/video nelle fasi di assunzione di informazioni da parte della polizia giudiziaria ha profondamente innovato le modalità di raccolta delle testimonianze, in particolare nei casi che coinvolgono vittime vulnerabili o reati di particolare gravità.
Questa evoluzione normativa apre da un lato nuove opportunità di analisi dei dati, ma dall’altro richiede un innalzamento delle competenze degli operatori incaricati della raccolta e gestione delle informazioni, soprattutto in contesti delicati come quelli legati al trauma.
Lo studio pilota: obiettivi e metodologia
Lo studio si basa sulla raccolta e analisi di trascrizioni di verbali di sommarie informazioni rilasciate da vittime vulnerabili. Esso si propone tre obiettivi principali:
- Analizzare il linguaggio delle vittime di reato
L’obiettivo è comprendere più a fondo i processi cognitivi sottostanti al racconto delle vittime — come la frammentazione del ricordo, l’amnesia dissociativa, i ricordi intrusivi, l’alterazione emotiva e le difficoltà narrative (minimizzare, razionalizzare, omettere).
Particolare attenzione sarà rivolta al vissuto profondo delle vittime e al fenomeno del non riconoscersi come tali, una dinamica complessa che incide in modo significativo sulla narrazione e sulla capacità di autoidentificazione. - Sviluppare un chatbot basato su Large Language Models (LLM)
Il progetto prevede la realizzazione di un chatbot in grado di riprodurre il comportamento verbale delle vittime di reato, da impiegare come strumento di addestramento per gli operatori.
Il modello linguistico verrà istruito secondo due approcci complementari:- Prompt engineering, attraverso un set di istruzioni costruite sui principi della moderna vittimologia e sull’esperienza diretta degli autori;
- Apprendimento da esempi reali, mediante l’esposizione del modello a estratti autentici di sommarie informazioni, che consentano di replicare le caratteristiche linguistiche tipiche delle vittime.
- Valutare l’efficacia del chatbot e sviluppare linee guida
Lo studio intende verificare l’efficacia preliminare dello strumento come mezzo formativo, individuando linee guida per il miglioramento continuo e misurando il suo impatto sulle competenze relazionali e investigative degli operatori.
Particolare interesse sarà dedicato alla capacità del chatbot di supportare gli operatori nella gestione di testimonianze complesse e nei casi in cui la vittima non riconosce la propria condizione.
Criminologia nella società digitale: a Trento il 38° Congresso della Società Italiana di Criminologia
Lo studio è stato presentato il 16 ottobre 2025 a Trento al 38° Congresso della Società Italiana di Criminologia (SIC) dal titolo “Criminologia nella società digitale. Sfide e confronti nel nuovo millennio”.
L’evento ha rappresentato un momento di confronto tra studiosi, ricercatori e professionisti sui temi più attuali legati all’evoluzione della criminologia nell’era digitale.
Il progetto mira a unire ricerca linguistica, innovazione tecnologica e formazione specialistica, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’ascolto e dell’intervento nei confronti delle vittime di reato, promuovendo al contempo una cultura dell’indagine sempre più umana e competente.
