Intervista su Mio

ll suo libro Vittime di violenza: Storie di ordinaria quotidianità sta ottenendo un grande successo, ultimamente ha vinto un importante premio. Ce ne vuole parlare?

Effettivamente è un libro che sta riscuotendo un grande apprezzamento sia da parte dei lettori che della stampa. Per me ricevere il premio speciale “Megaris” in Costiera Amalfitana, è stato non soltanto un momento molto bello, ma ha rappresentato un importante riconoscimento. Quando ho pensato di scrivere questo libro, non l’ho fatto sperando di ricevere dei premi ma con l’obiettivo di poter offrire sia spunti di riflessione su questo complesso tema in chi come me svolge la propria attività in campo forense e criminologico, ma anche e soprattutto con l’ambizione di sperare di suscitare una qualche forma di consapevolezza in tutti coloro che si trovano a vivere una situazione di violenza (e purtroppo sono tanti) e che hanno difficoltà a riconoscerla o a chiedere aiuto Far comprendere in cosa consiste realmente subire violenza attraverso il racconto di storie vere, è stato sicuramente vincente. Le persone riescono attraverso i racconti, a cogliere appieno anche meccanismi sottili che altrimenti si avrebbe difficoltà a percepire.

A chi lo dedica?

A Giuseppe Morgante, ragazzo sfregiato con l’acido nel 2019. Si parla ancora troppo poco della violenza agita dalle donne ai danni degli uomini.

Perché un libro su questo argomento?

Quotidianamente sentiamo parlare di violenza ma a mio avviso, non sempre nel modo giusto. Si da sempre molto spazio agli autori di violenza, più raramente alle vittime. Questo è un libro che vuole dare voce proprio alle vittime. Ho voluto lanciare un messaggio di speranza. Dalla violenza si può e si deve uscire.

Violenza non solo sulle donne ma anche sugli uomini, c’è una differenza?

La violenza è sempre violenza, indipendentemente da chi la agisce e non è un fatto di genere. Bisogna imporsi di affrontare il problema e far capire che è un fenomeno che esiste in entrambi i sessi, nelle diverse culture e classi sociali. E’ sicuramente un fenomeno meno studiato, perlomeno in Italia. Ad oggi, sono davvero poche le ricerche che approfondiscono i tanti episodi di violenza agiti per mano delle donne, anche se le violenze ed i maltrattamenti ci sono e sono molti. Ma spesso anche solo parlarne sembra essere un tabù, qualcosa di assolutamente inviolabile. Le violenze perpetrate dalle donne ai danni degli uomini sono maggiormente di natura psicologica ed avvengono sia all’interno dei rapporti di convivenza che una volta terminate le storie. Le donne che arrivano a compiere violenza fisica l’hanno comunque preceduta e accompagnata da quella psicologica. Tra le forme di vessazioni più diffuse agite sia sui compagni/mariti che sugli ex, sicuramente, ci sono lo stalking, le minacce e via via reati sempre minori. Spesso la donna si macchia di calunnia nei confronti dell’uomo semplicemente perché bramosa di ritorsione e di vendetta. Questo è un aspetto tipico soprattutto della violenza femminile ed è molto più accentuato rispetto all’altro sesso. È proprio il bisogno di rivalsa unito al senso di possessione che contraddistingue l’agire femminile.

Cosa consiglia a chi subisce violenza?

Ancora oggi, non tutti hanno la forza di denunciare. Non soltanto per vergogna, prostrazione psicologica e paura, ma anche perché a volte la vittima non ha piena consapevolezza di quanto accade o pensa di essere responsabile nell’attivare certi agiti giustificando così il proprio carnefice. Possono entrare in gioco sensi di colpa. Uscire dalla spirale di violenza è possibile ma per le numerose dinamiche in gioco è estremamente difficile, proprio per questo è necessario chiedere aiuto.

E prevista l’uscita di un nuovo libro?

Si, è un progetto al quale sto lavorando

 

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